SNOW…

Quando si descrive la neve, si dovrebbe cominciare dalle risate dei bambini
(Fabrizio Caramagna)

Devo ammettere in tutta onestà di non avere un grande rapporto con la neve… Da bambina  a Genova veniva raramente ed era una gioia per me ..talmente rara delicata e preziosa da farmi brillare gli occhi . Nevicata significava :casa, assenza da scuola, coccole e cioccolata calda. Ricordo che dove abitavo da piccola (un antico e  meraviglioso palazzo attiguo al palazzo Reale) c’erano diversi giardini interni.. (è un pochino difficile spiegare l’architettura di questo tipo di  palazzi, chi è stato a Genova e li ha visitati può capire di cosa parlo..  erano e sono veramente unici e se vogliamo magici)  ..

Dove ero rimasta? ah si , i giardini interni ….  si riempivano di neve ed io potevo giocare liberamente ad un passo da casa mia. Senza nemmeno uscire dal portone del palazzo. Sembrava di vivere in una favola, un meraviglioso castello che racchiudeva un’atmosfera unica in cui una piccola principessa poteva muoversi liberamente senza pericoli. (non succede più così ai giorni nostri purtroppo! )

Il mio rapporto con la neve è andato ammaccandosi durante la classica settimana bianca con i miei genitori. Odiavo sciare, odiavo il freddo e la neve dentro agli scarponi.. una tortura… e ricordo ancora la liberazione quando da grande ho potuto decidere di non farlo più… e devo dire che proprio non mi manca per niente!!! (sciare..perchè la vacanza con i miei mi manca moltissimo!)

Non contenta a 28 anni ho deciso di andare a vivere in Trentino.. posto stupendo, che adoro e che ancora oggi sento come la mia seconda casa ma che ovviamente mi ha accolta il primo anno con nevicate a partire da ottobre e continuate fino ad aprile dell’anno successivo .

Ricordo ancora una “me” distrutta  di sera verso le 20 uscita dallo studio finito il lavoro, con in una mano la borsa , nell’altra le chiavi e fuori dalla porta del palazzo IL DESERTO DI NEVE. la mia macchina sommersa dalla stessa ed una pala appoggiata dal genio che aveva sbloccato la sua auto ricoprendo la mia di neve.  30 km da casa e il panico più totale. Mi vengono ancora i brividi al pensiero. Diciamo che sono arrivata alla conclusione che poca è meglio, soprattutto se non puoi stare a casa a fare la romantica buttata sul divano tutto il giorno.

Detto questo sono curiosa di conoscere il vostro rapporto con la neve.. con gli sci e con tutto quello che vi ruota attorno.

besitos  Sara
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When we describe the snow, we should start with the laughter of the children (Fabrizio Caramagna)
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